Omelia Domenicale - Unità Pastorale di Pollenzo Macellai e Pocapaglia

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Ascensione del Signore (Anno A)
Vangelo: Mt 28,16-20   

NON GUARDARE IL CIELO...
MA IL MONDO DAVANTI A TE


Un passo di una canzone molto conosciuta e bella, "Imagine" che John Lennon (ex Bitols) ha scritto nel 1971 dice: "Immagina che non esistano frontiere, non è difficile da fare, nessuno per cui uccidere o morire e nessuna religione...". A priva vista sembrerebbe che la canzone sia contraria a quello che tutti noi pensiamo (è inaccettabile immaginare un mondo senza religione). Chissà quale idea aveva John Lennon della religione ma, pensandoci bene, forse in parte potremmo anche essere d´accordo con lui.

Se la religione è solo un sistema organizzato di riti esteriori e di usanze che portano la persona ad estraniarsi dalla vita vera, e se la struttura religiosa è solo una questione di potere dove il più forte (che si considera inviato da Dio) controlla e limita il più debole (il semplice fedele), allora sono d´accordo con la canzone, cioè vorrei un mondo senza religioni. È forse per questo che molti rifiutano la religione cristiana, perché rifiutano un'idea di religione e un modo di viverla che avvertono come inutile se non addirittura dannosa per il mondo e per la loro stessa vita personale. Ma di sicuro Gesù non ha fondato nessuna religione così intesa.

La lettura dagli Atti degli Apostoli, dove si racconta l´ascensione di Gesù risorto al cielo, ad un certo punto parla di due uomini vestiti in bianche vesti, di due angeli che invitano i discepoli a non rimanere con lo sguardo fisso al cielo. Sembra che vogliano scuotere gli amici di Gesù da una sorta di paralisi spirituale ed esistenziale. Hanno visto il loro maestro separarsi da loro e sembra che siano rimasti soli. Forse sono presi da paure per il presente e forse anche da nostalgie per il passato quando Gesù li guidava e diceva loro tutto quello che dovevano fare. Ma, secondo l’invito degli angeli, non devono rimanere a guardare il cielo, devono guardare avanti a se. Non serve a nulla rimanere nostalgici del passato e farsi condizionare dalla paura della vita presente. Non è nemmeno questione di cercare forme diverse di fuga dal mondo, pensando che il mondo sia solo un posto senza Dio e ricco di contraddizioni negative per chi crede.

Gli angeli al contrario invitano i discepoli, e anche noi, a guardare con fiducia e impegno alla vita reale di ogni giorno, che non sta "per aria" ma nelle vicende e nelle persone concrete che incontriamo. È li che viviamo "tutto quello che ci ha insegnato Gesù" che è l´amore per tutti, l´impegno alla condivisione dei beni, il perdono e la costruzione di un Regno di pace. A volte ci sembra di essere più cristiani quando entriamo in una chiesa e ci mettiamo in silenzio e preghiamo, oppure quando chiediamo ad un prete quello che dobbiamo fare e lo eseguiamo fedelmente. Tutto questo è bello e fa parte della nostra esigenza di nutrire la fede cristiana ricevuta con il Battesimo.

Ma non dobbiamo dimenticare che il nostro esser cristiani lo viviamo ogni giorno, in ogni luogo, con ogni persona, cercando di realizzare nel concreto gli insegnamenti di Gesù. Siamo cristiani quando guardiamo davanti a noi e crediamo che possiamo vivere il Vangelo sempre, in ogni occasione. Non ci sono situazioni di vita che nelle quali non possiamo portare il messaggio di Cristo! Forse proprio per questo motivo Gesù è asceso in cielo, e ci rimane anche per noi che tante volte lo vorremmo più presente per toglierci la fatica di credere e di fare da soli. Se Lui fosse sempre davanti a noi a dirci in ogni istante che cosa fare e cosa non fare, finirebbe la nostra libertà e non saremmo più dei cristiani adulti. Lui è asceso in cielo perché si fidava dei suoi amici e si fida ora anche di noi. Non vuole che noi fuggiamo dal mondo ma che ci rimaniamo al suo posto e con il suo stile.

Voglio quindi credere anch´io in un mondo unito, dove pace e fratellanza sono possibili. Mi unisco anche io ai sognatori che non si preoccupano troppo né dell´inferno e neppure troppo della vita futura e nemmeno si preoccupano tanto di religioni con riti e usanze, ma si preoccupano dell´oggi e si danno da fare per costruire il mondo che anche Gesù ha sognato e ha iniziato a realizzare.



LA FORZA CENTRIFUGA
DELLA MISSIONE
È la vetta che attira l'alpinista.
È il traguardo che fa correre l'atleta.
È la Forza dello Spirito, che ci sospinge come “Forza Centrifuga”
e manda tutti noi fino ai confini della terra.
Noi, chiamati a dilatare il cuore,
teso a contenere le dimensioni del mondo.
Noi, invitati ad allargare i paletti della tenda,
per dar posto a che arriva ed è nel bisogno.
Noi, mandati a riempire di preghiera
gli angoli nascosti della vita.
Lo Spirito spalanchi il nostro cuore,
lo renda capace di entusiasmo e di trepidazione
per giungere a lambire tutte le prospettive della Madre Chiesa.
Giovani, adulti, anziani con la sua forza faremo cose grandi,
proprio perché siamo tutti piccoli di fronte a Lui.
Sposteremo le montagne
perché la fede è granello che produce meraviglie.
Scioglieremo i nodi dell'indifferenza
perché la tiepidezza non abita in noi.
La tua Parola di salvezza continuerà a gridare nel silenzio,
a rendere inquieti gli animi stagnanti
a superare confini e barriere di egoismo e grettezza.
Signore, tu ci vuoi testimoni forti, credenti e credibili.
Rendici capaci di tutti servire,
per tutti soffrire,
a tutti donare sorrisi di pace fino alla fine,
fino all'ultimo respiro quando,
nella staffetta della vita,
passeremo ad altri il testimone di fuoco che mai si estingue.
Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI
Celebrante. Gesù asceso alla destra del Padre intercede per noi. L’Ascensione non lo allontana, ma lo rende presente in modo più personale e universale. A Lui rivolgiamo la nostra preghiera.
Ripetiamo insieme: RESTA CON NOI SIGNORE, ALLELUIA!

Per la Chiesa, che oggi vive l'Ascensione del Signore, perché continui la sua missione di annunciare al mondo la lieta notizia di Gesù Cristo, morto, risorto ed asceso al cielo, che desidera accogliere tutta l'umanità nella Casa di Dio Padre. Preghiamo.


Preghiamo per coloro che operano nel campo della comunicazione sociale: perché possano offrire un'informazione sincera, veritiera, attenta e responsabile, che diffonda anche le notizie positive... quelle che generano speranza, fiducia e solidarietà. Preghiamo.


Per ogni cristiano, perché, davvero, secondo le parole di San Paolo, abbia “uno spirito di sapienza e di rivelazione” per una sempre più profonda “conoscenza di Dio”. Preghiamo.


Per ciascuno di noi, perché, ispirato dallo Spirito Santo, sia sempre sensibile e disponibile di fronte a quanti soffrono così da poter ripetere, con Gesù: “Ecco, io non vi lascio mai soli!”. Preghiamo.


Celebrante. Attraverso di te, o Signore Gesù, la preghiera del popolo cristiano giunga al cuore di Dio Padre, che vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen
6°  Domenica di Pasqua (Anno A)                                        Vangelo: Gv 14,15-21
NON SIAMO ORFANI

Siamo alla vigilia della passione e della morte di Gesù. Si coglie nel suo discorso di addio una tenerezza inesauribile, la preoccupazione e l'amore verso i suoi dodici discepoli. Gesù sa cosa lo aspetta. In modo meno esplicito lo sanno i Discepoli, perché hanno paura di dirselo. Gesù conosce la solitudine che assalirà i suoi amici, il senso di smarrimento che li opprimerà. Li deve incoraggiare. Li deve aprire alla speranza. Gesù fa loro delle grandi promesse!

“Io pregherò per voi”. Pregherò perché il Padre sia con voi. Pregherò perché il Padre vi dia non solo la consolazione, ma il Consolatore stesso, “ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo”. Pregherò perché il Padre vi dia lo Spirito. Il Difensore della vostra vita. Il Custode dei vostri giorni. Il Suggeritore delle vostre parole. Il Fuoco della vostra missione. Lo Spirito della verità che rimarrà sempre con voi”.

“Non vi lascerò orfani”. Non siamo mai orfani. A volte abbiamo l'audacia di dire che Dio si è dimenticato di noi, che Gesù ci ha abbandonato. Non capiamo che siamo noi ad abbandonare Gesù, a dimenticarci di Lui. Gesù non ci lascia orfani. È sempre accanto, è sempre dentro, è sempre una cosa sola con noi. Non ci lascerà mai orfani. Ci inonderà col suo Spirito perché il suo Amore sia un'esperienza viva e incessante. Abbiamo bisogno di respirare lo Spirito. Se Lui non fosse il nostro alito di vita, non potremmo rendere ragione della speranza che è in noi ad un mondo sfiduciato e disorientato.

Gesù, ho bisogno che tu mi dica: non ti lascerò orfano. Ne ho bisogno come del battito del cuore. Se tu non stai con me e io rimango solo, chi può stendermi la mano per tirarmi fuori dal mare in tempesta? Non lasciarmi orfano Gesù. Gesù, sii misericordioso e buono. Gesù, non lasciarmi orfano, nonostante la mia ingratitudine: devi essere per me quel padre che aspetta e che, anche a distanza, mi trasmette messaggi di speranza. Gesù, non lasciarmi orfano. Ho bisogno del tuo abbraccio, del tuo bacio pieno di misericordia. Gesù, ho bisogno del tuo volto rasserenato. Ho bisogno che tu metta al mio dito l'anello della tua fedeltà. Sono affamato e ho bisogno della festa per me.Sono assetato e ho bisogno della tua acqua che purifica e mi rinfresca.

L'umanità è disperata e interroga il credente, discepolo del Risorto. Gli domanda la testimonianza di una speranza contro ogni speranza. L'unica che oggi, possa salvare l'umanità. Soltanto lo Spirito ci dà la forza, il coraggio e il gusto di essere dei veri testimoni. Il mondo, che aspetta la nostra testimonianza, crocifigge chi sceglie Gesù, il Risorto. Lo fa spesso, perché la croce è scandalosa. Tuttavia la nostra vita buona, vissuta in Cristo, confonderà ogni prepotenza. Il nostro Maestro non si stanca mai di amare la nostra umanità sofferente: ecco la bella notizia del Vangelo! Gesù ci invita a seminare, nei fatti e non con sole parole, speranza nel mondo intero!

Semina sorriso fin dal mattino,
e nel tempo fiorirà un giardino.
Semina grani di certa speranza
ci sarà molta esultanza.
Semina nella fede e con l'ardore
e l'angolo più grigio avrà colore.
Semina parole e fatti d'amore
e nel mondo avrà senso il cuore.
Semina entusiasmo e semplicità
e sarà facile la felicità.
Semina sempre con forza
e coraggio e la paura avrà nuovo linguaggio.
Semina in pazienza e perseveranza
e la terra avrà frutti in abbondanza.
Semina gesti di vera dolcezza
perché la violenza genera tristezza.
Semina dovunque germi di pace
e di certo l'urlo di guerra tace.
Semina, semina il bene: crescerà
ed ogni seme nuova vita darà.
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